Luca Zulliger, direttore del Museo dei fossili del Monte San Giorgio racconta:

Qual è il vostro ruolo in rapporto al sito del Monte San Giorgio?

Il Museo dei fossili di Meride, nel quale si possono ammirare numerosi fossili appartenenti agli esseri viventi che abitavano un mare equatoriale ormai sparito, ha il compito di divulgare e salvaguardare questo patrimonio d’importanza mondiale grazie soprattutto a diverse collaborazioni con Enti e strutture della regione ma non solo. Particolarmente importante è la collaborazione con il Museo cantonale di storia naturale (MCSN) il quale si occupa degli scavi paleontologici e della ricerca scientifica; l’importanza di queste due attività è fondamentale per non “fossilizzare” la memoria di questo sito.

Si tratta del più importante giacimento fossilifero risalente a questo periodo, e l’eccezionale varietà e stato di conservazione di questi fossili ha garantito nel 2003 l’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Nelle rocce sedimentarie che formano il Monte San Giorgio, troviamo almeno 6 livelli fossiliferi risalenti al Triassico medio (247-237 milioni di anni fa).

Qual è il suo rapporto con il Monte San Giorgio?

Fin da ragazzo ho sempre avuto la passione per le scienze della terra, ed in particolare per la geologia e la paleontologia. Dopo aver passato quasi 7 anni a Friburgo per gli studi universitari, la possibilità di lavorare sul materiale del Monte San Giorgio mi ha permesso di ritornare a vivere in Ticino. Dopo quasi 6 anni di collaborazione con il MCSN, durante i quali ho anche potuto partecipare attivamente a diverse campagne di scavi scientifici, è arrivata la grande opportunità professionale di dirigere il Museo dei fossili del Monte San Giorgio. Poter seguire il viaggio di questi animali vecchi di 240 milioni di anni, cominciando dall’estrazione durante lo scavo passando per la preparazione paleontologica, fino ad arrivare allo studio e all’esposizione nel museo è qualcosa di indescrivibile.

Qual è il suo posto preferito sul Monte San Giorgio?

Seduti o accovacciati su di un seggiolino o un tappetino termico, e lavorare sotto il sole cocente o al freddo e sotto la pioggia. Sembrerà paradossale ma sono queste le condizioni che preferisco quando mi trovo sul Monte San Giorgio. Per un paleontologo il momento degli scavi, anche con condizioni climatiche avverse, rimane l’attività più intrigante e stimolante.

Le giornate passate con il martello in mano a cercare di disseppellire qualcosa che nessun altro ha mai visto da 240 milioni di anni, sono impagabili.

Qual è il miglior periodo per visitare il sito?

Oltre al Museo dei fossili, il Monte San Giorgio offre diversi itinerari escursionistici ed un sentiero geo-paleontologico. Non esiste un periodo più adatto per visitarci, anche se per quanto riguarda le attività all’aperto il periodo migliore va dalla primavera all’autunno, mentre che il Museo è aperto tutto l’anno.

Quale attività consiglia particolarmente?

Partendo presto al mattino, una volta arrivati a Meride vi consiglio di incamminarvi verso la vetta del Monte San Giorgio passando per la località di Cassina. Qui potrete vedere un paio di siti di scavo (uno attivo un mese all’anno, e l’altro ormai chiuso). Una volta arrivati in cima potrete ammirare il favoloso panorama a 360 gradi, spaziando dalle alpi alla Pianura Padana e con ai vostri piedi il lago Ceresio.

Scendendo in direzione di “Crocifisso” si passa affianco allo scavo chiamato “Punto 902”, mentre una volt raggiunta la strada, in soli 10 minuti è raggiungibile lo scavo di “Acqua del Ghiffo”.

Dirigendovi quindi verso Meride passerete a fianco della Fabbrica di Spinirolo, dove il secolo scorso, veniva prodotto il famoso unguento “Saurolo”, un vero e proprio distillato di roccia.

Infine, una volta arrivati in paese, avrete tutto il tempo per visitare il Museo dei fossili.

ottobre 2016

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