Una sosta dalle suore benedettine

Secondo la leggenda, il convento grigionese nella Val Müstair fu fondato nell’VIII secolo da Carlo Magno e mai completamente distrutto. Ben conservato, presenta stili architettonici di numerose epoche e tesori artistici di oltre dodici secoli. È entrato a far parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, soprattutto grazie ai suoi affreschi. Si tratta del ciclo pittorico dell’Alto Medioevo più vasto e meglio conservato al mondo. La struttura è abitata tutt’oggi da suore benedettine che vivono nello spirito del «ora et labora». Vita monastica, cultura, esposizioni museali, ricerca e restaurazione, qui, si fondono in maniera straordinaria. Patrimonio culturale dal 1983.



Storia

La valle che oggi si estende dietro il passo del Forno e fino alla frontiera con l’Italia, dove diventa la Val Venosta, non è stata sempre una zona isolata. Dal primo secolo d.C., la via Claudia Augusta, che collegava la valle del Po e il nord delle Alpi, passava vicinissima alla Val Müstair. Con Carlo Magno (724-814) questa via e altri passi confinanti acquisirono un significato strategico. Nel 774, Carlo Magno, allora re dei Franchi, aveva sconfitto i Longobardi a Pavia e annesso i loro territori ai suoi. Nel 788 annientò anche l’insubordinato duca Tassilone di Baviera e prese le sue terre. La Val Müstair e la Val Venosta, entrambe sotto la giurisdizione del vescovo di Coira, erano ormai come un cuneo tra la Lombardia e la Baviera. È quindi molto probabile che il Convento San Giovanni fosse stato edificato anche per garantire il passaggio.

Vari elementi fanno pensare che il fondatore sia stato un personaggio importante: innanzitutto il summenzionato contesto storico, quindi i reperti archeologici e i dati dendrocronologici (la trave più vecchia proviene da un albero abbattuto nel 775), ed infine la pianta e le dimensioni degli edifici (l’abbazia carolingia era più grande della struttura attuale). La tradizione locale attribuisce l’istituzione del convento a Carlo Magno. Il sovrano si dimostrava molto generoso nei confronti della Chiesa ma sapeva anche usarla come strumento per conseguire obiettivi politici. Non è tuttavia da escludere che sia stato il vescovo di Coira a farlo costruire, su mandato del sovrano e con i suoi fondi.

Il convento è stato concepito sin dall’inizio per celebrare la gloria divina ma anche per ospitare personalità eminenti. Serviva da sede al vescovo di Coira quando visitava il sud-est della sua diocesi. La chiesa carolingia era una semplice aula unica, con tre absidi. Il chiostro e il podere erano adiacenti.

Lo sapevi?

• Il monastero di San Giovanni a Müstair è abitato da comunità monastiche benedettini da oltre 1246 anni.

• Sommando tutti i salmi cantati fino ad oggi nel monastero di San Giovanni si ottiene la ragguardevole cifra di 9 804 375 salmi.

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