Un capolavoro ferroviario

La tratta Albula/Bernina è un capolavoro di tecnica e ingegneria ferroviaria. Raggi stretti, raffinate architetture, gallerie «ingannevoli»: nel Patrimonio UNESCO della Ferrovia Retica, il paesaggio e le ferrovie si fondono con la natura. Per gli intenditori, il viaggio è un percorso alla scoperta della cultura ferroviaria. Tutti gli appassionati si stupiranno nel vedere da vicino le opere pionieristiche e potranno scoprirne la storia al Museo ferroviario dell’Albula a Bergün. Patrimonio culturale dal 2008.



Storia

Per la linea dell’Albula, verso l’Engadina, furono studiate diverse varianti. Per assicurare buoni collegamenti alle regioni centrali dei Grigioni, si scelse il tracciato che va da Thusis a St. Moritz, via Tiefencastel, Filisur, Bergün e Samedan. I lavori di costruzione durarono dal 1898 al 1904; la linea fu elettrificata nel 1919.

Anche se non fu concepita come linea di transito, la sua progettazione si orientò per quanto possibile a criteri di efficienza. Ciò spiega perché, nonostante l’aumento del traffico, i treni viaggino tuttora in gran parte sul tracciato scelto in origine. Disporre di una ferrovia ad alta capacità era una priorità anche per i costruttori della linea del Bernina. Seguendo l’esempio della linea Landquart-Davos, ambedue le linee hanno binari a scartamento ridotto.

Se la linea dell’Albula attraversa la montagna, quella del Bernina si snoda lungo le vette. Fu inaugurata nel 1910. È lunga 61 chilometri, con 52 ponti e viadotti, e 13 gallerie e tunnel. La sua costruzione, finanziata esclusivamente da privati, doveva costare il meno possibile, come confermano le strette curve e le forti pendenze (fino al 70‰). La scelta del tracciato è stata dettata sia dalla volontà di incrementare l’attrattività turistica della regione, sia dalla necessità di trasportare il materiale per la costruzione della centrale elettrica di Brusio. Nel 1944 la gestione della linea, interamente elettrificata fin dall’inizio, passò alla Ferrovia retica.

Le due linee sono, in effetti, l’elemento moderno di un paesaggio culturale alpino forgiato da vie di comunicazione d’importanza storica. Quando i Romani conquistarono la regione, influenzarono la cultura di entrambi i versanti alpini, come testimoniano le lingue parlate: romancio al nord, italiano al sud. Le due aree culturali hanno sistemi economico diversi, una differenza legata essenzialmente alle condizioni topografiche e climatiche. A nord dell’Albula si sviluppò un’economia agricola pastorale a tre stadi: villaggio (abitato tutto l’anno), maggengo (cascinali utilizzati per alcuni mesi dell’anno) e alpeggio. In Engadina, situata a una quota più alta, l’economia si basava invece su due stadi: villaggio (spesso con case molto belle) e alpeggio. La Val Poschiavo si distingue per il suo paesaggio diversificato: dapprima quello alpino del passo; poi i campi coltivati e l’allevamento; infine in prossimità del confine italiano, i campi e i vigneti. A questo proposito vanno menzionati i crotti di Brusio, piccole costruzioni circolari a cupola, erette in murata a secco, che servivano per la conservazione di provviste e vino. La costruzione della ferrovia ha accelerato lo sviluppo di un nuovo settore economico: il turismo.

Lo sapevate?

• La Ferrovia Retica si inerpica senza cremagliera lungo il Passo del Bernina, salendo da 429 metri sul livello del mare fino a 2253 metri, con una pendenza del 70 per mille.
• La linea dell’Albula, lunga 62 chilometri, è stata costruita in soli sei anni (1898 –1904)

  • Mappa

    auf Karte zeigen

                 Rhätische Bahn